Perché ha ancora importanza parlare di cultura

Passano gli anni, e con essi si susseguono nel palcoscenico di questo mondo le più svariate figure. Una lunga serie di volti, che ripetono promesse, che puntualmente la faccia di prima non ha realizzato. Tuttavia esiste una costante che chiunque abbia ignorato poi ne ha pagato l’errore. Cultura, è l’essenza di questo paradigma. In politica, ma in ogni campo della vita umana, non si può negare il ruolo fondamentale di questo motore. Si può parlare di cultura in svariati modi e di svariate modalità, eppure rimane la costante della vita. Non c’è futuro senza cultura, così ci è stato insegnato, e così la storia ci ha mostrato come le più grandi scoperte siano frutto di incidenti, guidate solo dal desiderio di “scoprire”. Cultura è in primo luogo questo: scoprire. Ma cosa c’è ancora da scoprire, in questo mondo, dove le scoperte ormai non avvengono più per piacere, ma per dovere, interesse (troppo spesso puramente economico). La verità sta nella parola stessa, kultur, alla tedesca, ossia il movimento che implica un arricchimento. Parliamo della cultura come moto perpetuo verso la verità, che procede attraverso la ricerca, che si attua attraverso la ricerca. Ogni percorso di conoscenza è un processo culturale, che implica due cose: ricerca e oggettività. Questi quattro elementi formano la vita umana nella sua più estrema particolarità.

I sentieri che portano alla ricerca, di qualsiasi tipo essa possa essere sono ardui, stretti e spesso insidiosi. La pace, la libertà, che tanto viene proclamata è solo la facciata di un mondo che vive sull’ignoranza della sua gente, e dell’ignoranza vuole cavalcare l’onda. Ma “un governo che non ha a cuore l’istruzione, è un governo che ha solo da perdere dalla cultura dei suoi cittadini”, scrisse più o meno così Calvino, nel marzo del 1985. Sono passati gli anni, eppure suonano familiari queste parole, ancora oggi, dove l’istruzione è diventata il primo taglio per far quadrare i conti. Questa non è propaganda politica, non è condanna, questo non è un tribunale. Questo è il luogo dove, sempre e comunque, chiunque avrà la possibilità di esprimere la propria idea, il proprio pensiero, la propria ricerca…la propria verità.

L’ardore che anima la ricerca è quella fiamma di verità che deve accompagnare chiunque voglia esprimersi al mondo, perché il mondo non merita nulla di diverso dalla verità, e qualora essa fosse così offuscata, il desiderio stesso di adempiere ad essa sarà già motivo di gioia e realizzazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *