Nella strada del tempo

È uso comune, tra gli scrittori, muoversi nella linea cronologica del tempo senza prestare troppa attenzione alla contestualizzazione. Gli storici sanno che gli eventi sono una conseguenza di tutta una serie di fattori che rispecchiano l’epoca di interesse. Tuttavia la scienza storica è unica proprio per la sua possibilità di essere decontestualizzata. Eventi come la marcia su Roma, che nei millenni si sono ripetuti, possono essere analizzate in parallelo e spesso il risultato è un’attenta analisi del presente. Per capire i giorni d’oggi a volte volgersi indietro è l’unica soluzione per essere davvero critici verso ciò da cui abbiamo origine, e preso forme e dimensioni. Il passato è questo: la culla del bambino che il presente in cui viviamo.

Fatte le lodi della scienza storica, dobbiamo tuttavia tornare alla questione iniziale: in quale misura noi possiamo portare le analisi sul passato nel nostro presente? È una questione che ha visto dibattere molti storici, tuttavia non ha mai interessato per davvero la storiografia contemporanea, interessata piuttosto a trovare nuovi soggetti per la loro indagine. Il risultato finale è il progressivo disinteressarsi alle questioni del presente, lasciandole piuttosto nelle mani di scienze nuove e moderne, che fanno della storia un mezzo. Il risultato è che gli storici, si sono interessati sempre più alla politica, che di fatto è la ‘scienza’ del presente, nonché il passaggio obbligato per attuare i cambiamenti. Parliamo quindi di una storia sempre meno interessata all’evento, ma più alla lunga durata braudeliana, e quindi agli eventi sociali, economici, politici…che sono di fatto i fattori di cui parlavo prima.

Muoversi nell’autostrada della Storia è anche e soprattutto questo, saper leggere i mutamenti sociali, e quindi umani nella loro più estrema complessità, e traslarli nella società di ogni giorno, facendoci persino credere di poter predire il futuro.

Questa convinzione errata, è anche generata dal metodo d’indagine svolto dallo storico, un metodo critico, usando la terminologia di Marc Bloch. La critica storica, che ha preso forma nella prima metà del secolo scorso, è arrivata a poter trarre informazione persino dalle false fonti. Traducendo: l’indagine che viene svolta avviane in prima istanza sulla fonte, e a seconda dei risultati, con atteggiamento critico, lo storico ne deve trarre le sue conclusioni. Tuttavia la cosa non è così semplice quando la si vuole traslare nel tempo.

Le strade della storia sono tutte ad una marcia, tracciare il cammino ci è utile per vedere come siamo arrivati qua, l’analisi, la critica, ci permettono di capire, ma questo non sempre è sufficiente a farci fare le scelte giuste.

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