Cena

“Io credo che le Harmony abbiano rivoluzionato il genere masturbazione femminile.” Disse Carl addentando una fetta di pane.

“Che intendi?” Chiese Thomàs seduto a fianco.

“Una volta, le nostre care casalinghe, come la mia amatissima Janette.”

“Sono una scrittrice imbecille.” Intervenne la donna scocciata.

“Casalinghe appunto, dovevano trastullarsi mettendo a ripetizione Ghost, quando Patrick Swayze si stringe a Demi Moore toccandola da dietro dandole una mano a fare il vaso, pensando –Oh si stringimi come quel ciccione operaio di mio marito non ha mai fatto.”

“Ah, giustamente tu saresti il marito operaio e peloso ?” Chiese sorridente Jane.

“Ovviamente e mentre io mi spacco di lavoro lei si guarda Patrick Swayze, guardava a dire il vero, perché ora ci sono le Harmony; guardatene la rivoluzione. Dalla Austen ad oggi le nostre donne hanno i migliori aristocratici inglesi a farle pulsare le ovaie. Ovvio che se poi io dico –donna occupati della casa mentre salgo in groppa al mio destriero per salvare il paese- mi dice –fottiti- mica-Oh mio principe azzuro ti aspetto qui calda e invitante.”

“Perché ti mancano i modi tesoro.” Disse la donna mimando un inchino.

Tra le risa Thomàs intervenne.

“Secondo me più che Harmony è il Bondage ad attirare ora. 50 sfumature di nero, grigio, rosso, blu…tutte quelle cazzate da –Oh papi sono stata cattiva.”

“si certo Thom ma loro hanno aperto il campo a tutto.” Riprese Carl, quando Janette cominciò

“ A dire il vero, il mio pubblico è per lo più femminile e non faccio romanzi erotici!”

“Si cara, non diciamo che le donne leggano solo quello, ma che leggono solo quello quando devono sgrillettarsi.” Replicò il marito.

“Ma se io devo masturbarmi guardo un porno come tutti, razza d’imbecilli!” Concluse la donna.

I due uomini si guardarono, Thomàs si versò del vino e Carl si alzò per controllare il secondo.

“Che c’è? Zitti?” Riprese Janette.

“In effetti.” Commentò ridendo il marito.

Thomàs schienò  il vino.

“ Dimmi Jane, a cosa stai lavorando?”

“ Sto pensando a un’opera storica con come protagonista Petronio, lo scrittore latino del Satyricon.”

“Interessante! Dimmi di più.” Chiese speranzoso l’ospite.

“No, mi spiace. Niente spoilers.”

“…”

“Tu Thomàs invece ? Niente d’interessante dal tuo ultimo viaggio, l’india sarà stata fantastica!” Domandò la donna.

“ Si ho conosciuto un uomo che si definiva bambino indaco.” Rispose il ragazzo.

“Che cazzo vuol dire?” Chiese aggrottato Carl.

“Da quel che ho capito dagli anni ’60 ai 2000 possono avere tra le nascite dei bambini con poteri particolari”

“Questo che poteri aveva ?” Chiese la donna.

“Prende un macello di LSD.”

 

La portafinestra in fondo alla stanza s’aprì, due ragazzi si guardarono, risero e si sedettero a tavola con gli altri commensali.

“Ehi ! voi due, cosa ridacchiate ?” Domandò Thomàs sorridendo.

Prese la parola il più alto dei due.

“Zio Bello! Lascia stare.”

“Oggi nessuno dice un cazzo!” commentò ridendo tra sé e sé Carl.

“Lip? Vic? Voi volete il secondo ?”

Lip il più basso dei due, alzò lo sguardo più stanco a mascherargli il viso e “ Ma di che parliamo ? Certo.”

Carl avvicinò la padella ai due, che ne approfittarono avidamente.

 

Vic, alzò gli occhi dal tavolo.

“lo sapevate che i segni zodiacali sono spostati rispetto a quello che sappiamo noi ? L’ho letto negli ultimi giorni.”

“Sempre state stronzate secondo me.” Ripose Thomàs diretto.

“Per me però certe coincidenze sono incredibili” Aggiunse Janette.

“Si coincidenze appunto.” Replicò Lip.

“Ma dai, sicuramente l’oroscopo è scritto bene e per convincere, ma se noti, ora non dico e non voglio dire che le previsioni settimanali siano reali, ma che molto spesso i segni e le loro caratteristiche corrispondono a quello che alcune persone sono.” Spiegò Janette.

“Probabilmente perché siamo ciò che ci si aspetta noi siamo e la gente agisce con noi in base comesi aspetta noi siamo.” Disse Lip.

“Ora, non per contraddirti, ma solo per mettere il punto, come funziona questo se due persone non si conoscono?” Domandò Carl.

“Beh, ci si comporta già in base alle prime relazioni umane instaurate.” Spiegò il ragazzo per difendere la sua tesi.

“Ma questo non regge, in molti non ci pensano nemmeno al proprio segno zodiacale.” Esclamò la donna.

“Secondo me la tua tesi vale solo per chi è fissato con la cosa. E Jane? Si in molti assomigliano al segno, ma solo appunto chi ci crede.” Disse infine Thomàs.

“Non penso siano tutte cazzate, cioè forse si, ma ci sono delle forze che agiscono, in base alla posizione e la gravità esercitata dagli astri, noi ne subiamo l’influsso.” Si espresse a quel punto Vic.

“Ma sei serio ? Anche  fosse vero non potrebbe influire sul carattere!” Replicò Thomàs.

“Tutto influisce su tutto e certi stimoli agiscono su di noi.”continuò Vic.

“ Non penso a livello così grande sai!” aggiunse Carl.

“Ma si! Ma si! Pensa bene, tu di che segno sei ?”

“Chi lo sa? Non hanno cambiato i segni zodiacali?”

Vic alzò il dito medio.

 

“Ragazzi volevo proporvi un’idea.” Disse d’un tratto Janette.

“Prendere altro vino?” Chiese sarcastico il marito già per conto suo avviato alla cantina.

“Bene, mentre il cretino di Carl va a prendere altro vino, posso continuare, dicevo, cosa ne pensate di un racconto che non parla di nulla?”

Gli ospiti si guardarono, nel frattempo Carl tornò dalla cantina e prese a versare il vino in ogni calice.

“Secondo me, non si può non comunicare, nel momento in cui qualcosa viene scritto, letto o detto viene interpretato da qualcuno; quello che viene interpretato funge da messaggio, ergo…” Ruppe così il silenzio Thomàs.

“Ok, ma senza andare così nel biblico, intendevo senza uno scopo comunicativo effettivo.” Replicò Jane.

“Non può non esserci scopo comunicativo, se no perché lo scriveresti?” Commentò Lip.

“Per il puro gusto di scrivere.” Replicò la donna.

Gli invitati e i padroni di casa si concessero una pausa per bere del vino.

“Si, ma come fai a scrivere se non sai di cosa vuoi parlare?” Chiese Thomàs.

“Beh si creano dei peronaggi, poi li si fanno interagire, si parte da un argomento e si vede come ciò si evolve.” Spiegò Janette.

“Ma così si rischia di non essere coerenti con la narrazione.” Intervenne Lip.

“Quale narrazione? Un racconto così si svilupperebbe solo sul dialogo, così le discussioni si evolverebbero e non ci sarebbe bisogno di pensare a direzioni che non si sa che i personaggi vogliono prendere.”

“Ripeto, non si potrebbe non comunicare, pensaci, il solo fatto di fare ciò mette in luce un determinato modo di scrittura e le soluzioni dei tuoi personaggi sarebbero in linea con un pensiero dietro, il tuo.” Disse Thomàs finendo il vino nel suo bicchiere.

“Dici che si capirebbe che la cosa è improvvisata ?” chiese Jane.

“No, dico che finiresti per farlo tu, farlo capire intendo;  Perché sarebbe la cosa interessante del racconto e finirebbe per esserci al suo interno.” Concluse Thomàs.

“ Penso che sarebbe solo dimostrare di avercelo più lungo degli altri, per fortuna sono una donna e non ho queste esigenze.”

 

Carl si alzò, sorrise tra se e se, prese il dolce dal frigo e lo portò al centro della tavolata.

“Ecco il dessert.”

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