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Era una di quelle sere di fine inverno, quando tra quelle antiche, familiari mura ingiallite dal fumo degli anni, l’arlecchino delle copertine dei libri rifletteva, su quegli scuri scaffali, il rossore di un fuoco lento. Mentre il buio della notte si faceva avanti inesorabile, viveva in noi il dolce frastuono di quelle voci che ancora non avevano trovato eco in questo mondo. Così, seduti a quel tavolo, il foglio bianco che si tinge di nero, si plasmava tra le rughe incartapecorite di quelle pagine, non più anonime, il disordine delle nostre teste, prendendo forme e dimensioni. Da quella sera, abbiamo lavorato ad un progetto che possa dar vita a un luogo di dibattito, discussione e diffusione dove ciascuno avesse la possibilità di esprimere ciò in cui crede, ciò che ama e che impegna la sua esistenza con passione e dedizione.